La Pitta è una ciambella di pane, le cui origini a quanto pare si debbano ricercare nella città di Catanzaro, famosa per la Pitta col Morzello, ossia la trippa al sugo.
In origine si pensa fosse una sorta di focaccia rituale decorata,( infatti la parola Pitta deriva dal latino picta, ovvero dipinta) che gli antichi popoli italici e i Romani offrivano alle divinità, in alcuni paesi ancora adesso si offre in devozione ai Santi durante le processioni. Altre fonti ritengono che la parola venga
dal greco Πίττα , che significa, appunto, focaccia .
Io ricordo ancora il rito del pane, a casa mia ci pensava la nonna, nel forno a legna in campagna, andavamo appositamente per fare il pane, la aiutava sempre mia mamma e noi bambini le guardavamo mentre impastavano con maestria nella "maiddra" (la madia). Il pane era fatto rigorosamente col lievito madre, che si trasmetteva da una generazione all'altra.
Un lavoro molto faticoso, si impastavano a mano tanti chili di farina, noi bambini controllavamo sempre che la pasta fosse cresciuta e ne rubavamo qualche pezzetto per giocarci.
Era un bel rito, peccato che oggi sia quasi scomparso, la cosa che mi piaceva di più era l'accensione del fuoco nel forno, in pochi minuti raggiungeva una temperatura molto elevata e tutto il forno diventava rosso, appena il pavimento diventava bianco la nonna levava tutta la cenere e con un attrezzo chiamato "scupulu" ( un bastone di ferro alla cui estremità aveva degli stracci bagnati) bagnava il pavimento del forno levando la cenere rimasta per poi mettervi il pane, le pitte le cuoceva dopo e per ultimi preparava i pesciolini per noi bambini.
Il mio vuole essere solo un tentativo, è impossibile realizzare un ottimo prodotto nel forno elettrico e senza il lievito madre, ma il risultato è senza dubbio un buon pane che profuma di ricordi...